Intelligenza artificiale ovunque. Nei video virali che popolano i social, negli esperimenti cinematografici degli studios, nei software che ormai popolano gli uffici di mezzo mondo. Persino il mondo dell’intrattenimento, quello che da sempre vive di immaginazione pura, sta cercando di capire fino a che punto spingersi con questa nuova tecnologia. E proprio qui arriva una dichiarazione che ha fatto tirare un sospiro di sollievo a moltissimi fan dei giochi di ruolo e delle carte collezionabili: Hasbro non utilizzerà l’intelligenza artificiale per progettare Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering.
Una presa di posizione che, detta così, sembra quasi un manifesto culturale. Perché parliamo di due universi che non sono semplicemente giochi, ma veri e propri mondi narrativi. Mondi costruiti in decenni di immaginazione collettiva, illustrazioni iconiche e storie condivise attorno a un tavolo.
E forse proprio per questo la scelta ha un peso enorme.
Fantasia umana contro creatività artificiale
Durante una conversazione nel podcast Decoder di The Verge, il CEO di Hasbro Chris Cocks ha affrontato il tema dell’intelligenza artificiale nel processo creativo dell’azienda. L’AI, oggi, viene vista da molte aziende come la nuova rivoluzione industriale della creatività: generare immagini, idee, concept in pochi secondi.
Ma per alcune proprietà intellettuali la questione è più delicata.
Secondo Cocks, esistono marchi per i quali pubblico e creatori stessi preferiscono mantenere una distanza netta dalle tecnologie generative. Ed è proprio il caso delle produzioni gestite da Wizards of the Coast, lo studio responsabile di Magic: The Gathering e Dungeons & Dragons.
Il CEO è stato piuttosto diretto nel descrivere il problema: affidarsi all’AI nel processo creativo rischia di trasformarsi in un classico caso di “garbage in, garbage out”. Tradotto: se il materiale di partenza è mediocre o impersonale, anche il risultato finale lo sarà.
E nel mondo della fantasia questo rischio è ancora più evidente.
Chiunque abbia sfogliato un manuale di D&D o aperto una bustina di Magic sa quanto l’arte visiva e la narrativa siano fondamentali. Ogni creatura, ogni piano dimensionale, ogni illustrazione contribuisce a costruire quell’immaginario che rende questi giochi qualcosa di molto più grande di un semplice prodotto commerciale.
Per questo motivo l’azienda ha scelto una linea chiara: la creatività resta nelle mani degli esseri umani.
L’AI esiste… ma non per la fantasia
Attenzione però. Hasbro non sta affatto ignorando l’intelligenza artificiale.
Anzi.
La tecnologia è già integrata in molte aree dell’azienda. Pianificazione finanziaria, logistica, gestione degli ordini, formazione interna e produttività quotidiana sono solo alcuni dei campi in cui i sistemi AI stanno trovando spazio.
L’azienda ha anche avviato collaborazioni con colossi della tecnologia come Google Gemini, OpenAI ed ElevenLabs, con l’obiettivo di integrare strumenti intelligenti nei flussi di lavoro.
Il punto è un altro: usare l’AI come strumento, non come sostituto della creatività.
Secondo le stime dell’azienda, questa integrazione potrebbe liberare oltre un milione di ore di lavoro considerato a basso valore aggiunto. Tempo che i team creativi potranno reinvestire in ideazione, storytelling e sviluppo di nuovi prodotti.
Un approccio che sembra voler ribaltare il solito dibattito: non sostituire gli artisti, ma dare loro più spazio per creare.
Nel settore dei giocattoli, ad esempio, strumenti di progettazione assistita combinati con la stampa 3D stanno già riducendo drasticamente il tempo necessario per passare da un’idea a un prototipo. Il risultato? Più concept, più esperimenti e più possibilità creative nello stesso arco di tempo.
La questione artistica e le polemiche dei fan
Chi segue Magic: The Gathering sa bene che negli ultimi anni l’estetica di alcuni set ha generato discussioni accese nella community.
Collaborazioni con franchise pop come Avatar: The Last Airbender o Teenage Mutant Ninja Turtles hanno diviso i fan. Alcuni hanno apprezzato l’apertura a nuovi universi narrativi, altri hanno temuto una perdita di identità.
In mezzo a queste discussioni è comparsa spesso una domanda ricorrente: l’AI è stata utilizzata nella creazione delle illustrazioni?
Cocks ha chiarito che non è così. Le polemiche non hanno nulla a che vedere con strumenti generativi.
Del resto Wizards of the Coast aveva già preso posizione su questo tema nel 2023, dopo che i fan avevano individuato un’immagine generata con AI in un manuale di Dungeons & Dragons. L’azienda aveva subito precisato che gli artisti coinvolti nei prodotti ufficiali non devono utilizzare strumenti generativi per le illustrazioni finali.
Una scelta che continua a rappresentare la linea ufficiale della compagnia.
Un’industria che corre verso il digitale
Mentre il dibattito sull’intelligenza artificiale continua, Hasbro sta vivendo una fase di trasformazione piuttosto interessante.
Il settore che sta trainando maggiormente la crescita dell’azienda è quello del digital gaming e dei prodotti Wizards of the Coast. I dati finanziari recenti mostrano aumenti notevoli dei ricavi, con Magic: The Gathering che continua a dimostrarsi una delle proprietà più solide dell’intero catalogo.
Anche Dungeons & Dragons si prepara a espandersi.
Nuovi videogiochi sono già in sviluppo e l’universo narrativo del gioco di ruolo più famoso del mondo sembra destinato a diventare sempre più transmediale. Tra i progetti citati dall’azienda compaiono titoli digitali in arrivo nei prossimi anni, tra cui Warlock, un gioco ambientato attorno alla misteriosa figura della Raven Queen.
Parallelamente, la piattaforma D&D Beyond continua a evolversi come hub digitale per la community globale del gioco.
Il mondo di Magic continua a espandersi
Per quanto riguarda Magic: The Gathering, il gioco di carte creato negli anni ’90 continua a dimostrare una vitalità incredibile.
Nuovi set, crossover sempre più ambiziosi e una community mondiale che non accenna a rallentare. Alcuni esperimenti hanno avuto risultati straordinari, come le collaborazioni con franchise videoludici e cinematografici.
Questa strategia di espansione narrativa sembra essere una delle chiavi del successo del gioco.
Magic non è soltanto un sistema di regole. È un multiverso narrativo che cresce set dopo set, introducendo nuovi piani di esistenza, nuove civiltà e nuovi personaggi.
Ed è proprio questo elemento a rendere così delicato l’uso dell’intelligenza artificiale.
Il vero valore delle IP fantasy
Chris Cocks lo ha detto chiaramente: le proprietà intellettuali forti e lo storytelling di qualità resistono ai cambiamenti tecnologici.
È una frase che vale la pena tenere a mente.
Le tecnologie cambiano continuamente. Gli strumenti evolvono, si trasformano, diventano più potenti. Ma le storie che riescono a sopravvivere nel tempo sono sempre quelle costruite con immaginazione autentica.
Dungeons & Dragons esiste da oltre cinquant’anni. Magic: The Gathering ha superato da tempo il traguardo dei trent’anni.
Due universi che sono cresciuti grazie a illustratori, scrittori, game designer e dungeon master di tutto il mondo. Persone reali che hanno contribuito a plasmare queste storie.
Sostituire quella creatività con un algoritmo sarebbe una scelta rischiosa.
Per ora, almeno, Hasbro sembra perfettamente consapevole di questo.
E adesso la domanda passa alla community
Il dibattito sull’intelligenza artificiale nel mondo della creatività è appena iniziato. Cinema, videogiochi, fumetti e narrativa stanno affrontando lo stesso interrogativo: quanto spazio concedere agli algoritmi?
Il mondo dei giochi di ruolo e delle carte collezionabili potrebbe diventare uno dei terreni più interessanti di questa discussione.
Da una parte la tecnologia promette velocità e produttività. Dall’altra l’immaginazione umana resta l’ingrediente che rende speciali questi universi.
La vera domanda, a questo punto, è semplice.
Al vostro tavolo di gioco preferireste un’avventura scritta da un algoritmo… oppure da un dungeon master con troppi dadi, troppe idee e una notte intera davanti per inventare una storia?
Perché alla fine, diciamolo: la magia dei giochi di ruolo nasce proprio da lì.
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Hasbro rassicura i fan: Dungeons & Dragons e Magic: The Gathering non verranno progettati con l’intelligenza artificiale. Creatività e storytelling resteranno nelle mani degli esseri umani.
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L’articolo Hasbro dice no all’AI per Dungeons & Dragons e Magic: la creatività resta umana proviene da CorriereNerd.it.









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